
Aglio per le punture
Siete stai punti da un'ape, una vespa o da una zanzara?
Tagliate uno spicchio d'aglio a metà e strofinate molto leggermente la parte
umida sulla puntura. Di solito basta questo provvedimento a bloccare la
reazione allergica all'anticoagulante iniettato dall'insetto. Ve lo dice uno
provatamente allergico alle punture di vespa ( fui ricoverato in una clinica
di Francoforte, in preda allo shock anafilattico procuratomi dalla puntura
di una vespa in campeggio). Giorni fa sono stato punto da un'ape ed è stato
sufficiente strofinarci sopra dell'aglio, cosa che faccio ormai ogni volta
che mi punge una zanzara. Oggi, 30 luglio 2009, ho ascoltato in un canale
RAI i consigli di un "esperto" per chi è allergico alle punture di zanzara.
Come rimedio propinava una crema cortisonica o antibiotica. Passi per la
crema al cortisone, ma per quella con antibiotico mi sento proprio di dare
l'insufficienza professionale al Cerusico televisivo.
Aug
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Non aprite quella posta!

Quanta spazzatura c'è fra la
posta che ricevete per E mail!e quante insidie! Tramite la vostra casella
di posta elettronica può entrare di tutto, perché c'è chi riesce a
monitorare la vostra età, i vostri gusti, le vostre spese e muore dalla
voglia di mettere le mani sui vostri conti correnti, magari impossessandosi
dei dati delle vostre carte di credito. Nessun antivirus può risultare
sicuro al 100% se non siete voi stessi a fare attenzione quando aprite la
posta e dove cliccate con il mouse.
Comportatevi come ci si
comporta con gli estranei che bussano alla porta: Se si annunciano a nome di
operatori telefonici, bancari, postali, del gas o dell'energia elettrica
senza essere stati annunciati con qualche giorno di anticipo, come i lettori
di contatori, non aprite assolutamente la porta. Se ingenuamente avete
aperto la porta e vi chiedono di visionare una bolletta di pagamento,
richiudete immediatamente e girate la chiave.
Con Internet siate ugualmente
prudenti. Ma con gli avvoltoi che girano attorno ai vostri computer
mascherati da Banche, Banco Posta, Agenzie di lavoro, Partner ecc., con chi
vi offre sesso, giochi o Viagra, bisogna sapere che la prudenza non è mai
troppa.
Se usate
Outlook Express, ecco cosa vi consiglio di fare, per tenere fuori
dalla porta gli indesiderati:
Per prima cosa aprite
Visualizzazione, andate su
Layout, controllate che nel
Riquadro di Anteprima non sia smarcata [v]
la voce "Visualizzazione riquadro di anteprima".
Se lo è, togliete la smarcatura [ ]. Così
quando vi arriverà la posta, appariranno soltanto i titoli delle mail in
arrivo, che potrete decidere voi se leggere o meno.
Adesso potete scegliere da chi
non volete più essere importunati (senza farglielo sapere):
1) Andate con il tasto destro
del mouse sul mittente indesiderato, elencato fra le mail in arrivo.
2) Nella finestra a tendina
che si apre fate clic sulla voce
Proprietà, quindi andate su
Dettagli e nella finestra che appare
selezionare e copiare il primo indirizzo che appare in alto, dopo la voce "Return
path:"
3) Chiudete questa finestra
con Annulla, poi aprite Strumenti e andate su
Regole messaggi.
4) Cliccate su
Elenco Mittenti Bloccati.
5) Nelle finestra che si apre
fate clic su Aggiungi.
6) Nel campo del modulo che
appare incollate l'indirizzo mail prima copiato.
7) Smarcate la voce "Messaggi
di posta e new", quindi OK, OK.
In questo modo avete chiuso
fuori dalla porta gli ospiti sospetti o da voi indesiderati.
Adesso vi conviene eliminare
la posta indesiderata sia dalla cartella Posta in Arrivo che da quella della
Posta Eliminata.
Aug
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Digestione al bicarbonato
Quando ci addormentiamo dopo un lauto pasto, può capitare di svegliarci
all'improvviso con la sgradevole sensazione di acidità, pesantezza e
gonfiore di stomaco. La stessa sensazione si prova quando il mangiare è
stato accompagnato da abbondanti bevute (peggio se di acqua minerale o di
rubinetto). La cosa più sbagliata che possiamo fare è quella di rispondere
alla sete che accompagna il risveglio, con una bevuta d'acqua. Gli spot
pubblicitari abbondano di suggerimenti (pillole o acque minerali
miracolose). Alla larga da certi consigli. Il rimedio più efficace è il
bicarbonato
di sodio. C'è chi consiglia di scioglierlo in una spremuta di agrume.
Se si adotta questo rimedio è da privilegiare il limone. Mai comunque
sciogliere il bicarbonato nell'acqua, farebbe aumentare il gonfiore e la
spiacevole punta di dolore alla bocca dello stomaco. Ma io conosco un
rimedio più efficace in assoluto. Posso dichiararlo con cognizione di causa,
perché l'ho sperimentato varie volte dopo i miei disordini alimentari.
Si versa nel bicchiere un dito di vino (bianco o rosso che sia, ma non
frizzante), si aggiunge mezzo cucchiaino di bicarbonato, mescolando
rapidamente finché il vino non si trasformi tutto in schiuma. Berlo prima
che riassuma l'aspetto liquido. E' il rimedio di mio nonno, che
usava annaffiare troppo i suoi pasti. Ha sempre funzionato.
Aug
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Il freddo
che guarisce
Quando prendiamo una botta, a meno che non sia una di quelle botte da pronto
soccorso, abbiamo tutti a disposizione una medicina di pronto intervento:
l'acqua fredda e, meglio ancora, il ghiaccio. Ma non sempre ce ne
ricordiamo, perché nella società dei consumi ciò che costa poco o niente
viene di solito considerato poco o niente. Ammettiamo di camminare scalzi e
di urtare violentemente con il mignolo del piede destro contro lo spigolo
della porta. Dopo qualche esclamazione irripetibile, cerchiamo il Lasunil o
altra pomata miracolosa e se non troviamo niente aspettiamo doloranti, ma
con pazienza, che il tempo faccia il suo corso e il dolore passi. Salvo
sottoporsi a visita medica all'indomani. Eppure basterebbe mettere subito il
dito sotto il rubinetto dell'acqua fredda o applicare del ghiaccio. Venti
minuti di freddo, venti minuti di temperatura ambiente e così via. Se non ci
sono fratture, il dolore passerà e si eviterà di risvegliarci al mattino
zoppicanti. Ma anche se il dito fosse fratturato, quel primo trattamento con
il freddo ci consentirà di recarci dal medico avendo già ridotto al minimo
le conseguenze della botta. Si può dire la stessa cosa per una botta in
testa, a un gomito, alla spalla, al ginocchio ecc. E anche nel caso di
piccole ustioni, che potrebbero guarire con il solo trattamento all'acqua
fredda, ma che potrebbero (tutte) degenerare in ulcere, nell'attesa delle
prime cure mediche.
Se
si tratta dell'infiammazione traumatica di un tendine o di un muscolo, la
farmacologia ci propone una miriade di prodotti (quasi tutti costosi) dal
Muscoril all'Artosilene, dal Voltaren all'Orudis, dal Celebrex al Nimesulide,
dai cerotti ai cortisonidi. L'Aspirina viene prescritta sempre meno, con la
scusa che fa male allo stomaco, ma non esiste antinfiammatorio senza effetti
collaterali. Tutti i FANS (farmaci antinfiammatori) peggiorano le gastriti e
le ulcere e le insufficienze cardiache. L'Aspirina almeno non fa male al
cuore, ma costa troppo poco. Per i traumi tendinei o muscolari non esiste
comunque miglior antinfiammatorio del ghiaccio, applicato sulla parte
dolorante a intervalli di 20 minuti. I suoi benefici sono immediati e non ha
effetti collaterali. Fidatevi, io di botte (traumi) ne ho prese tante nella
vita. Sono guarito meglio o subito soltanto quando mi sono ricordato del
ghiaccio.
Aug
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Roba da storcere il naso
Durante il
sonno tendiamo a respirare principalmente con il naso. Se il naso è otturato
respiriamo male e una cattiva respirazione impedisce, fra l’altro, il
corretto flusso sanguigno al nostro cervello. Al mattino ci svegliamo
intronati e allo specchio ci vediamo pallidi in volto. Generalmente siamo
portati a sottovalutare questo fatto e sbagliamo, perché da una giusta
irrorazione sanguigna dipende la vita delle nostre cellule cerebrali.
Perdita di memoria e invecchiamento precoce sono le estreme conseguenze.
Se
l’otturamento nasale dipende soltanto dal muco di un raffreddore e non da
particolari patologie, viene prescritta dai medici una soluzione da
instillare nelle narici. Ho usato anch’io questo liquido benefico, ma ho
scoperto che si può ottenere lo stesso risultato (e forse anche meglio) con
una soluzione fai-da-te. Nei minuscoli (ma costosi) contenitori di questo
liquido si può leggerne la composizione: “acqua e cloruro di sodio”.
Il cloruro di sodio non è altro che il comunissimo sale da cucina, costa
poco e lo abbiamo sempre a disposizione, senza doverci recare in farmacia.
Io lo adopero nel modo seguente: Verso in mezzo bicchiere d’acqua un pizzico
di sale fino (usando i bicchieri di carta si evita di schifare chi ci
osserva), lo faccio sciogliere mescolandolo e poi aspiro l’acqua, così
leggermente salata, dalle narici. Una narice per volta mentre tengo chiusa
l’altra premendo sul naso con un dito. Tiro indietro la testa e pratico un
leggero massaggio stringendo le narici con due dita, per distribuire meglio
la soluzione e poi libero il naso sotto l’acqua corrente del rubinetto. Alla
notte dormo meglio e al mattino mi sveglio riposato.
Provare non costa niente e poi non ci sono controindicazioni
Aug
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Acqua liscia, gasata o
di rubinetto?
Tutti usiamo l'acqua che esce dal rubinetto di
casa per lavarci, lavare o cucinare, ma pochi siamo rimasti in Italia ad usarla
come acqua da bere. Ormai ci hanno convinti che l'acqua del rubinetto è piena
d'insidie e che conviene bere soltanto l'acqua commercializzata. Il Calcio
(Ca) è una delle due sostanze più demonizzate. Oltre a incrostare la lavatrice e
le pentole, ci procura i calcoli e altre sventure simili. Per evitare questi
pericoli c'è chi ci consiglia (i venditori di depuratori casalinghi) di mettere
la museruola ai rubinetti. C'è invece chi ci propina un'acqua minerale priva di
calcio. Se il calcio fosse tanto dannoso, dovremmo decalcificare anche il latte
e i latticini, ma siccome ciò è impossibile, allora dovremmo rinunciare a questi
alimenti. Sfido chiunque a provare che un litro di latte contenga meno calcio di
un litro d'acqua, ma chi ti consiglia "per il tuo bene" l'acqua minerale povera
di calcio, non ti sconsiglia il latte e i latticini (non sono arrivati a tanto!). Ma pensate come si starebbe
senza il minerale che costituisce i denti e le ossa, che regola la trasmissione
dei segnali nervosi, che permette la contrazione muscolare, la regolarità del
battito cardiaco e interviene nella coagulazione del sangue. Come si starebbe
senza calcio! L'altro minerale demonizzato è il Sodio (Na) che fa
ingrassare, fa aumentare la pressione e blocca i reni. E' ormai famosa quella
pubblicità dove la particella di sodio si aggira desolata alla ricerca di suoi
simili, dentro una bottiglia d'acqua minerale. Il telespettatore si convince che
il sodio è una sostanza da fuggire, aiutato in queste paure dal dietologo che lo
mette in guardia dall'assunzione di sale, perché farebbe ingrassare. Nessuno ti
mette al corrente della necessità del sodio nel nostro organismo. E' un
catalizzatore chimico, ha la funzione di regolare l'equilibrio acido-basico,
la trasmissione dell'impulso muscolare e altro. Quando sudiamo, insieme
all'acqua, espelliamo dai pori anche sodio e potassio. Se anziché
reintegrarli, facciamo per di più una dieta povera di questi sali, rischiamo
un collasso per eccessivo calo di pressione arteriosa. Sulle navi che
battono le rotte tropicali vengono distribuite ai marittimi pastiglie di
sale (cloruro di sodio e potassio) da ingerire ad ogni bevuta, proprio per
prevenire complicazioni di questo genere. Naturalmente per il calcio e per
il sale valgono le regole universali della giusta quantità, altrimenti
intervengono quei pericoli tanto strombazzati dalle pubblicità pelose. Il
troppo stroppia, si sa, ma un conto è evitare un'alimentazione ipercalorica
o ipersodica, altra cosa è togliere il sodio dalla propria tavola, come non
sarebbe intelligente eliminare il calcio dalla propria dieta. Ma c'è di più.
L'acqua che sgorga dal rubinetto di casa arriva generalmente da un
acquedotto sottoposto per legge a controlli chimici e batteriologici. Può
essere più o meno leggera, ma è sempre preferibile a un'acqua conservata in
bottiglie (e peggio ancora quelle di plastica). Quarant'anni fa a chi aveva
un'assicurazione RCA del Lloyd Adriatico veniva spedita una pubblicazione
mensile dal titolo "Quattrosoldi". In uno di quei numeri c'era un ampio
servizio sulle acque minerali, dove non si negavano le proprietà
terapeutiche delle acque esaminate. Purtroppo gran parte delle proprietà
sono volatili e non resistono che pochi giorni o poche ore dopo il prelievo
dalla fonte. Dopo qualche settimana, specialmente se le bottiglie restano
esposte al sole, l'acqua fermenta e si formano al suo interno dei
microrganismi. Una foto li riproduceva con assoluta eloquenza. La fermentazione può essere
ritardata immettendo nell'acqua anidride carbonica. Pertanto si
potrebbe stare un po' più sicuri con le acque frizzanti. Ma qui intervengono
i dietologi, che lanciano un allarme sulle bevande gasate. Infatti evitando
le bevande gasate, chi fa una dieta s'illude di dimagrire, invece si sta
soltanto sgonfiando, ma tanto basta per avvalorare una dieta (e
giustificarne il costo) che promette dimagrimenti in poco tempo. L'acqua
frizzante ormai è entrata a far parte dei pregiudizi degli italiani.
Pertanto la stragrande maggioranza preferisce le acque minerali
naturali lisce. Se questa è la scelta, perché allora non tornare al vecchio
bistrattato rubinetto dell'acqua potabile? Potenza dei mass-media!
Aug
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Denti sani
L’acidità favorisce la carie, ma si può neutralizzare.
I pomodori, le insalate condite con l’aceto e la frutta in
genere lasciano in bocca un certo grado di acidità, nociva per i denti. Ma
non per questo bisogna togliere dalla nostra tavola frutta e verdura, tanto
necessarie al nostro organismo. Si può invece neutralizzare l’acidità con
l’alcalinità del bicarbonato. Troppo semplice? I rimedi migliori sono spesso i più semplici e i
meno costosi. Io normalmente lavo i denti alla sera con dentifricio e
spazzolino. Al mattino mi limito a sciacquare la bocca con del bicarbonato
sciolto in una tazzina d'acqua e infine con acqua pura. Ritengo inutile
infatti sfregare ancora i denti con lo spazzolino quando non c'è altro da
rimuovere che l'acidità prodottasi nelle ore notturne.
Aug
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Via gli occhiali
All'età di tredici anni, in seguito a un
abbassamento della vista, mi fu ordinata una correzione con lenti. Anche se avrei dovuto portarli
soltanto per leggere, rifiutavo comunque di rassegnarmi alla dipendenza dagli
occhiali. Volevo capire, sapere se era possibile guarire. Tutti mi
dicevano che dalla miopia non si torna indietro, avrei dovuto rassegnarmi
piuttosto a un
progressivo peggioramento della vista. Ma al
Centro di Lettura trovai un libro che spazzò via ogni luogo comune in
proposito: "NON PIU' OCCHIALI" del dottor William H. Bates, edizioni
Richter. Una voce rivoluzionaria in campo oculistico. Gli occhiali, secondo
il dottor Bates compensano il vizio di rifrazione dell'occhio, come una gruccia consente a uno zoppo di
camminare. Ma nello stesso tempo i muscoli dell'occhio, come quelli
delle gambe, se aiutati artificialmente senza un adeguato esercizio,
con l'andar del tempo si atrofizzano. Nell'arco della nostra vita, ma
anche della nostra giornata, possiamo accusare disturbi alla vista
dovuti a un particolare stato d'animo, allo stress, a una cattiva
condizione fisica ecc. Dobbiamo sapere che ogni disturbo è provvisorio.
Diventa definitivo soltanto se si finisce schiavi di quelle grucce
ottiche chiamate occhiali. Io sono riuscito a farne a meno e dopo mezzo
secolo ci vedo ancora benissimo! Ho letto altri libri sull'argomento,
messo insieme altre nozioni. Devo dire di non aver mai praticato
esercizi con assiduità, ma è bastato aver compreso il corretto modo di
usare la vista, sapendo che ogni vizio di rifrazione (miopia,
presbiopia, astigmatismo, ipermetropia e persino strabismo) non è mai
irreversibile.
Ecco alcuni esercizi che consiglio come
prevenzione e cura dei difetti visivi:
1) IL PALMING.
Siediti, appoggia i gomiti sul tavolo, chiudi gli occhi e coprili con i
palmi delle mani tenute a coppa per non sfiorare i globi oculari. Pensa a
qualcosa di nero come l'inchiostro di china. Immagina il buio più nero che puoi,
ma non te ne fare una colpa se non ci riesci alle prime sedute. All'inizio
potrai vedere chiazze qua e là, puntini, scintille. (A proposito, William Bates
ha anche sfatato la credenza, secondo cui le macchie fluttuanti siano
dovute a una degenerazione della cornea o ad altra deficienza fisica. Mentre
sono soltanto il sintomo di uno stress visivo, che scompare insieme alle macchie
dopo un buon esercizio di rilassamento, come il palming). Quando il nero
apparirà omogeneo, senza sfarfallii, allora la tua vista sarà tornata alla
normalità. Io immagino di entrare in una grotta. buia. La zona più nera la vedo
al centro. La sfumatura del buio attorno al centro è dovuta all'alone prodotto
dalla luce proveniente dall'esterno, dietro le mie spalle. Mi inoltro sempre più
a fondo fino a immergermi nell'oscurità più intensa e vedere il nero assoluto.
Allora raggiungo il necessario rilassamento.
2) LA LETTURA, se
viene esercitata con naturalezza, può essere benefica per l'occhio come il
trekking per le gambe. Leggere con la luce fioca equivale a marciare in salita,
rafforza i muscoli, purché non si ecceda.
Mai strizzare gli occhi per mettere a fuoco un oggetto o uno scritto. Per
vederci meglio non occorre aguzzare, ma rilassare lo sguardo. Quando si avverte
disagio o stanchezza, chiudere per qualche secondo gli occhi o fare il palming.
3) LUBRIFICAZIONE. L'occhio ha bisogno
di essere lubrificato continuamente. Le palpebre, oltre a fungere da tendine,
servono anche per pompare le lacrime e irrorare l'occhio. Ogni batter di ciglio
equivale a una pompata. E' utile staccarsi ogni tanto dalla lettura, dal monitor
o dal video, per azionare questa pompa, sbattendo per qualche secondo le ciglia.
4) ACCOMODAMENTO
VISIVO. Un utilissimo esercizio che si può fare in ogni momento della giornata è
quello di posare lo sguardo su un oggetto o una scritta lontani, per
riposizionarlo immediatamente dopo su un oggetto o una scritta più vicini
possibile. Questo esercizio serve a mantenere efficiente l'accomodamento
visivo e correggerne i vizi. E' perfettamente inutile farlo con gli occhiali.
Altro esercizio
utilissimo:
Se sei Miope
allenati a leggere le frasi in corpo 6 qua sotto alla minima distanza
possibile dagli occhi, partendo da 15 cm
Se sei presbite
allenati a leggerlo più lontano possibile, partendo da 30 cm:
(Clicca sopra al testo, se vuoi stamparlo per una
lettura più comoda)
|
1) IL PALMING.
Siediti, appoggia i gomiti sul tavolo, chiudi gli occhi e coprili con i
palmi delle mani tenute a coppa per non sfiorare i globi oculari. Pensa a
qualcosa di nero come l'inchiostro di china. Immagina il buio più nero che puoi,
ma non te ne fare una colpa se non ci riesci alle prime sedute. All'inizio
potrai vedere chiazze qua e là, puntini, scintille. (A proposito, William Bates
ha anche sfatato la credenza, secondo cui le macchie fluttuanti siano
dovute a una degenerazione della cornea o ad altra deficienza fisica. Mentre
sono soltanto il sintomo di uno stress visivo, che scompare insieme alle macchie
dopo un buon esercizio di rilassamento, come il palming). Quando il nero
apparirà omogeneo, senza sfarfallii, allora la tua vista sarà tornata alla
normalità. Io immagino di entrare in una grotta. buia. La zona più nera la vedo
al centro. La sfumatura del buio attorno al centro è dovuta all'alone prodotto
dalla luce proveniente dall'esterno, dietro le mie spalle. Mi inoltro sempre più
a fondo fino a immergermi nell'oscurità più intensa e vedere il nero assoluto.
Allora raggiungo il necessario rilassamento.
2) LA LETTURA, se
viene esercitata con naturalezza, può essere benefica per l'occhio come il
trekking per le gambe. Leggere con la luce fioca equivale a marciare in salita,
rafforza i muscoli, purché non si ecceda.
Mai strizzare gli occhi per mettere a fuoco un oggetto o uno scritto. Per
vederci meglio non occorre aguzzare, ma rilassare lo sguardo. Quando si avverte
disagio o stanchezza, chiudere per qualche secondo gli occhi o fare il
palming.
|
5) MOBILITA'. Scegli un oggetto
da osservare (Può essere anche una grande lettera dell'alfabeto). Sposta lo
sguardo con rapidità da un angolo all'altro, sopra, sotto, destra sinistra,
metti a fuoco tutti i particolari, come per fare un riassunto di tutto ciò che
contiene quell'oggetto. Questo esercizio serve ad abituare gli occhi alla
mobilità, che è essenziale per una buona vista.
6)
OSCILLAZIONE. In piedi, di fronte a una parete con le gambe leggermente
divaricate, le spalle rilassate verso il basso, come se tutto il corpo
pendesse giù dalla testa appesa a un punto in alto. Solleva leggermente
il tallone sinistro girando spalle, testa e occhi, insieme al
tronco, verso destra, fino a trovarti con la linea delle spalle ad
angolo retto rispetto alla parete. Tornato nella posizione iniziale,
solleva il tallone destro e compi lo stesso movimento verso sinistra.
Durante la rotazione del corpo lasciare che le immagini attorno scorrano
libere, senza cercare di focalizzare alcun oggetto in particolare.
Questo esercizio, praticato 50 volte alla sera prima di coricarsi e al
risveglio del mattino, serve a diminuire la tensione degli occhi durante
il sonno. Per chi non lo sapesse, gli occhi sono più tesi nel sonno che
da svegli.
Altro
esercizio di oscillazione può essere praticato quando si vuole. Con naturalezza
guardare in avanti: a) alzando lentamente la testa, portare lo sguardo più
in alto possibile: b) chinando lentamente la testa, portare lo sguardo
tutto giù in basso; c) girare lentamente la testa e lo sguardo più a sinistra
possibile; d) girare lentamente la testa e lo sguardo più a destra possibile.
Eseguire più volte questo esercizio. Poi, con la testa immobile, roteare gli
occhi e lo sguardo in un completo cerchio, da destra verso sinistra, per quattro-cinque volte. Stessa cosa da sinistra verso destra.
Altro
esercizio ancora, consiste nel fissare un oggetto distante, stando in
piedi come detto prima. Sollevando alternativamente il tallone sinistro
a quello destro, dondolare lentamente tutto il corpo a destra e a
sinistra, mantenendo lo sguardo con naturalezza sull'oggetto.
8) MEMORIA e
IMMAGINAZIONE. Osserva attentamente il puntino al centro del riquadro:
Memorizzalo e
immagina di vederlo ad occhi chiusi. Immagina poi di vederlo ad occhi
aperti, tenendo sempre mente e muscoli rilassati. Cerca di vederlo
accanto o sovrapposto a una scritta che non riesci a focalizzare. Se
vedrai il puntino, potrai anche leggere la scritta. Se immagini di
vedere il puntino nel momento in cui non riesci a ricordare un fatto, un
nome o una frase, all'improvviso ti tornerà a mente ciò che volevi
ricordare. Infatti un ricordo facile produce il rilassamento necessario
per far riaffiorare i ricordi meno disponibili al momento. Ciò a
conferma di quanto siano legati fra loro vista e mente. Migliorando
l'una migliora l'altra e viceversa.
Consiglio
comunque di procurarsi una copia del libro di William Bates o di altro
testo che si rifà alle esperienze di quell'oculista rivoluzionario.
Cercare su Internet. Ma il testo integrale, originale o
tradotto, è introvabile nelle librerie. Si può leggere soltanto in
alcune biblioteche nazionali, come quella di Firenze e di Napoli.
Aug
PS: Il 25 agosto 2011 ho subito un brutto trauma
agli occhi: la corda elastica (10 metri di lunghezza) usata per la copertura
della barca mi sfuggiva di mano e andava a colpire gli occhi aperti,
provocando abrasioni a entrambe le cornee. Dagli esami effettuati dopo la
guarigione risulta un
"Quadro compatibile con astigmatismo contro regola
in Occhio Destro e ad asse obliquo in Occhio Sinistro".
Ho quindi ripreso a studiare il libro di W. H. Bates.
Non dispero di recuperare una vista sufficiente per riprendere a leggere
come prima.
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L'importanza di dormire bene
Possiamo dormire poche ore e
svegliarci riposati, oppure fare un lungo sonno e risvegliarci stanchi. Come
mai?
Dormire non sempre vuol dire riposare e i motivi possono essere
vari, dalle condizioni fisiche all'ambiente, dalla posizione all'orario ecc.
Una sola condizione è necessaria: il completo rilassamento del corpo e della
mente, che non deve seguire, ma anticipare il sonno. Semplice? Non troppo,
per noi che andiamo al letto con la televisione accesa, con la mente
occupata a fare i conti di quanto abbiamo speso nella giornata e delle bollette da pagare.
Se poi siamo presi da sconforto o rancore per cose che capitano in famiglia
o nella società, sembra proprio che non siamo destinati a riposare come si
deve.
Eppure riposare si può e si deve. Basta non usare sonniferi,
droghe o altre porcherie che servono solo ad arricchire chi le fabbrica.
Quando decidi di prender sonno spegni luci, radio, televisore e coricati
supino, con le spalle e la testa appoggiate su un unico piano, gambe
leggermente divaricate, braccia lungo i fianchi, gomiti allargati di qualche
grado e mani con le palme rivolte verso il basso. Poi segui queste fasi:
1^ fase: Annulla
ogni collegamento mentale con i quattro arti, come se non possedessi né
gambe né braccia e il corpo galleggiasse nell'aria.
2^ fase: Distendi
tutti i muscoli facciali e il cuoio capelluto.
3^ fase: Lascia che il
respiro entri e fuoriesca liberamente dalle narici e dalla bocca semiaperta, senza
cercare di controllarlo.
4^ fase: Con gli occhi chiusi, non immaginare
niente. Una leggerissima sensazione di piacere ti avvertirà che i muscoli
oculari sono completamente rilassati.
5^ fase: (Questa è la più
difficile, ma la più importante). Annulla ogni pensiero. Non appena ti
accorgi di essere mentalmente attivo, rituffati nel vuoto mentale.
A
volte occorre più di un tuffo del genere, perché come spiritelli maligni
i pensieri cercano di affiorare da ogni parte. Se il sonno ti cattura mentre
stai pensando, non riposerai come si deve. Non appena avrai la mente sgombra
da ogni distrazione, sarai tu a catturare il sonno vero ristoratore, dal quale ti
risveglierai fresco e riposato. Provare per credere! E' un metodo orientale
al quale ricorro quando mi ricordo e quando ho poco tempo a disposizione per
recuperare le energie spese. A volte mi basta un'ora su ventiquattro, dove
invece non ne sarebbero sufficienti otto di sonno.
Aug
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Nosce te ipsum e sconfiggi il
vizio
Fumavo fino a tre pacchetti di sigarette al giorno e poi ho smesso.
Come?
Comprai quasi per caso un libro
intitolato "Come smettere di fumare in 14 giorni", edizioni Rizzoli. Era un
corso strutturato in 14 lezioni, da seguire una al giorno. Smisi di fumare
all'11° giorno, con tre giorni di anticipo. Prestai il libro a un amico e
non ho più rivisto né l'amico né il libro. E' proprio
vero che i libri non si prestano, meglio regalarli, si fa più bella figura e
magari si rafforza un'amicizia, anziché perderla insieme al libro. Ma
veniamo al dunque: Come sono riuscito a smettere di fumare?. Ho
semplicemente afferrato il vero senso di quelle lezioni, che si può
riassumere nell'antico detto "Nosce te ipsum" (conosci te stesso). Ogni
lezione era focalizzata su un particolare momento della giornata da
analizzare e annotare in tutti i particolari. Praticamente si trattava di
scoprire i motivi (non ce n'è uno solo e sono diversi da individuo a
individuo) che inducono una persona a diventare schiavo del fumo e di tutti
i movimenti che lo accompagnano. Una volta che si mettono a nudo i motivi,
si è già quasi smesso di fumare.
Se sei interessato all'argomento, non
devi far altro che seguire questi consigli:
Comportati come il
solito. Fuma come hai sempre fumato, ma facendo mente locale.
Ogni volta che tiri fuori una sigaretta dal pacchetto soffermati qualche
secondo a riflettere: sei nervoso? Ti senti a disagio? Ti senti osservato? Hai bevuto un caffé? Hai mangiato? Hai fatto
all'amore? Sei particolarmente felice? Stai discutendo? Ecc.........e per
ogni motivazione che riesci a individuare chiediti:<<Ma perché la sigaretta?
Che c'entra il fumo?>> Perché dopo il caffé, dopo i pasti, nei dibattiti,
nelle arrabbiature, nei momenti di relax ecc. ci vuole proprio una
sigaretta? E continua a fumare, con assoluta consapevolezza, senza lasciarti
distrarre dai gesti rituali dell'abitudine, ma dominandoli per capire. Fino
a quando ti sentirai un cretino a fare quei gesti e ti si aprirà di fronte
un mondo nuovo che si può vivere senza la schiavitù del fumo.


Lo stesso
metodo della consapevolezza si può applicare per
DIMAGRIRE senza particolari diete.
A tavola chiediamoci se mangiamo perché abbiamo
veramente fame o soltanto perché è l'ora dei pasti e si sa che a quell'ora
si deve mangiare. Ci stiamo abbuffando perché abbiamo un appetito esagerato,
patologico, o
perché non vogliamo perderci niente di quanto ci viene propinato a tavola?
Diamo più retta allo stomaco o alla gola? Cerchiamo fra i cibi in tavola qualcosa che ci riattivi
l'appetito dopo un normale pasto, che altrimenti finirebbe lì? Mangiamo un
pezzo di grana in più per finire il bicchiere di vino? Beviamo un bicchiere
in più per finire quel pezzo di grana che è rimasto nel piatto? Cerchiamo il
dolce perché ne abbiamo bisogno o perché stiamo cedendo alla gola?
......eccetera. Ci voglio provare. Chissà se dopo avere smesso di fumare,
non riesca anche a smettere di mangiare.....senza fare la fine dell'asino di
Buridano, però!
Aug
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Penne all’amatriciana per due persone: 4 etti
( più o meno, a seconda dell'appetito) di pasta, un etto di
guanciale (quello di Norcia è il migliore), mezza cipolla, quattro
pomodori ramati, olio, sale e un peperoncino maremmano o calabrese.
Tagliare a cubetti metà del guanciale, metterlo a soffriggere,
possibilmente in un tegamino di coccio. Appena giunge alle narici un
odore di guanciale leggermente abbrustolito, versare la cipolla
tritata. Subito dopo tagliare a strisce sottili il resto del
guanciale e lasciarlo rosolare insieme alla cipolla.
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Quindi aggiungere i pomodori, lavati e tagliati, con tutta la buccia
(sbaglia chi la toglie) e infine il peperoncino. Quando le bucce dei
pomodori si accartocciano su se stesse, staccandosi completamente
dalla polpa e il sugo si fa più rosso toglierlo dal fuoco.
Attenzione alla pasta che deve essere cotta al dente. Alla fine
scolare e condire (meglio se la pasta viene condita e fatta saltare
per qualche secondo in pentola). Una spruzzatina di formaggio è
opzionale, ma è d'obbligo che sia pecorino romano. Ricordatevi: "parmeggiano
e grana non si sposano con l'amatriciana Aug
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Caffè
al peperoncino

La caffeina contenuta nel caffè e la capsaicina
contenuta nel peperoncino, quando non sono sconsigliate dal
medico per ragioni cliniche individuali, sono due sostanze che
aiutano la circolazione del sangue e il rendimento intellettuale. Io
le assumo entrambe in una tazzina di caffè. Nella caffettiera moka,
riempita d'acqua al di sotto della valvola di sicurezza, metto del caffé macinato
per metà del filtro. Ci spruzzo sopra una piccola dose di
peperoncino in polvere e completo il riempimento con il caffé.
Qualunque sia la marca del caffé, il peperoncino ne accentua il
sapore, provoca un benefico senso di calore e lascia nel palato un
gradevole ricordo. Provare per credere!
N.B.
Io compro i peperoncini secchi e me li trito in
casa con un macinino da caffé (che tengo alla larga dai nipotini), perché
non mi fido del peperoncino in polvere che si trova in vendita. Una volta
alcuni contadini lo allungavano con polvere di pomodori secchi (niente di
nocivo), ma oggi si usa colorare tutto con polveri che nessuno ti dice
quanto siano cancerogene. Comunque il peperoncino taroccato si riconosce dal
colore. Diffidare di quello troppo rosso. I semi del peperoncino sono gialli
e una volta tritato assume un colore arancione (rosso della buccia + giallo
dei semi) tendente al rosso.
Consiglio:
Ognuno di noi ha una soglia di sopportazione al piccante. Per conoscere la
propria soglia, cominciare a fare uso del peperoncino in piccolissime dosi,
aumentandole successivamente.
Aug